Comunicazione sulla nuova normativa "Salva Banche".

La Bomba Bail - In 

Proteggi i tuoi risparmi!



Come richiesto dalla CONSOB, le SIM o le Banche informano i Clienti circa le nuove norme europee in tema di salvataggio delle banche, comunemente associate al termine "Bail in".

Le novità introdotte rendono i titoli emessi da banche e imprese di investimento intrinsecamente più rischiosi rispetto a quelli di altri emittenti, poichè i possessori non possono più nutrire la speranza in "aiuti di stato" come in certi casi è avvenuto in passato. Brevemente, quando si verificano i presupposti per l'avvio delle procedure di gestione della "crisi" dell'intermediario, la Banca d'Italia può disporre:

- la riduzione o conversione di azioni, di altre partecipazioni e di strumenti di capitale emessi dal soggetto in questione (in vigore dal 16/11/15);

- quando la misura precedente non consenta di rimediare allo stato di dissesto o di rischio di dissesto, l'adozione di misure di risoluzione dell'intermediario, tra le quali rientra il c.d. bail in (in vigore dal 01/01/2016), che consiste nella riduzione dei diritti degli azionisti e dei creditori, in certi casi fino ai correntisti, o nella conversione in capitale dei diritti di questi ultimi. Sono soggetti alla misura di risoluzione in commento anche i contratti derivati, come certificates e cw emessi dalle banche in questione.

In caso di bail in, l'ammontare della riduzione o conversione in "capitale di rischio" è assorbito da azionisti e creditori secondo la gerarchia prevista dall'art. 52 del d.lgs. n. 180/2015, nonchè dagli artt. 1, comma 33, e 3, comma 9, del d.lgs. n. 181/2015.

Per dare attuazione alle misure di riduzione o conversione degli strumenti di capitale e alle misure di risoluzione, Banca d'Italia dispone di specifici poteri (art. 60 del d.lgs 180/2015)

Si segnala in particolare il potere di modificare la scadenza dei titoli, l'importo degli interessi maturati in relazione a tali titoli o la data a partire dalla quale gli interessi divengono esigibili, anche sospendendo i relativi pagamenti per un periodo transitorio.

L'intera disciplina trova applicazione anche con riguardo agli strumenti di capitale e alle passività emesse anteriormente al 1º gennaio 2016.

Ai seguenti link è possibile accedere al testo integrale della norma:
- D. Lgs. 180/2015
- D. Lgs. 181/2015
- Direttiva 2014/59/EU (c.d. Banking Resolution and Recovery Directive "BRRD")

Inoltre, per coloro che fossero interessati ad approfondire l'argomento consigliamo i seguenti contenuti:

- Banca d'Italia - Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie


LE BANCHE GIA' NEL  BAIL IN

  1. Istituto per il credito sportivo
  2. Cassa di risparmio di Ferrara
  3. Banca delle Marche
  4. Bcc Irpina
  5. Cassa di risparmio di Loreto
  6. Banca popolare dell’Etna
  7. Banca padovana credito cooperativo
  8. Cru di Folgaria
  9. Credito trevigiano
  10. Banca popolare delle province calabre
  11. Cassa di risparmio della provincia di Chieti
  12. Banca di Cascina
  13. Bcc Banca Brutia
  14. Bcc di Terra d’Otranto
  15. Banca popolare dell’Etruria e del Lazio


AGGIORNAMENTO BANCHE A RISCHIO LISTA AGGIORNATA 2016: Oltre alle numerose banche più o meno piccole, per la maggior parte cooperative, vi è un elenco di nuove banche ed isituti di credito che hanno ricevuto richieste per maggiori delucidazioni sul rischio, in particolare, dei propri crediti deteriorati. Al momento sono usciti allo scoperto sei nomi ovvero MPS (Monte dei Paschi di Siena), Unicredit, Carige, Bpm, Banca Popolare, mentre Bper sarà interessata alla verifica nelle prossime settimane.

Fissando la soglia del 20% come possesso di crediti deteriorati da non possedere in portafogli, viene fuori che una banca cooperativa su dieci è in difficoltà. Il Sole 24 Ore stila un lungo elenco: Cassa rurale e artigiana di Camerano (37,9%), Banca di Teramo (2,9%), Cassa rurale di Pinzolo (26,3%), Cassa rurale di Mori (26,2%), Banca di Pistoia (25,7%), Bcc Agrobresciano (25,6%), Bcc di Recanati (25,5%), Cassa rurale di Levico Termine (25%), Cassa rurale Brentonico (24,5%), Banco Sviluppo coop. Credito (23,9%), Cassa rurale di Pergine (23,5%), Bcc del Vibonese (23,5%), Bcc di Paceco (23,4%), Bcc di Ghisalba (22,9%), Bcc Toniolo San Cataldo (22,6%), Cassa rurale Pinetana (22,5%), Banca Don Rizzo – Bcc Sicilia occ. (22,3%), Cassa rurale Rovereto (22,2%).

E ancora: Banca di Rimini credito Cooperativo (21,9%), Bcc Comuni cilentani (21,9%), Cassa rurale di Aldeno e Cadine (21,8%), Bcc Sila Piccola (21,8%), Bcc Area Pratese (21,7%), Cassa rurale Caldonazzo (21,7%), Bcc Verbicaro (21,3%), Bcc Picena (21,1%), Bcc Gatteo (20,9%), Bcc del Nisseno (20,8%), Bcc di Scafati e Cetara (20,8%), Bcc Colli Morenici del Garda (20,7%), Banca di Anagni (20,7%), Credito cooperativo Interprovinciale Veneto (20,6%), Bcc Masiano (20,6%), Bcc Falconara Marittima (20,5%), Credito coop. Centro Calabria (20,5%), Bcc di Caltanissetta (20,3%), Bcc del Lamentino (20,2%).